Istituto di Conciliazione e Alta Formazione

Sondrio

03.03.2021 – Sondrio – Minervini

L’espressione “danno morale” è impiegata per indicare uno dei molteplici, possibili pregiudizi di tipo non patrimoniale, vale a dire la sofferenza soggettiva ed interiore cagionata dal reato, in sé considerata – la cui intensità e durata nel tempo rilevano non già ai fini della esistenza del danno, bensì della mera quantificazione del relativo ristoro – ma anche il pregiudizio derivante dalla lesione della dignità ed integrità morale della persona, quale massima espressione della dignità umana.
SENTENZA

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14.04.2019 – Sondrio – Mazza

1) Il termine decadenziale di trenta giorni previsto dalla legge subisce una interruzione a seguito della proposizione della istanza di mediazione e riprende nuovamente a decorrere ai sensi dell’art. 5 c.6 Dlgs 28/2010, a far data dal deposito del verbale presso la segreteria dell’Organismo di mediazione. Ne consegue che l’atto di citazione avendo ad oggetto l’impugnativa deve essere portato a notifica entro il termine di trenta giorni che deve ricorrere nuovamente per una sola volta dal deposito del verbale conclusivo del procedimento di mediazione. La proposizione della domanda di mediazione ha, quindi, un effetto interruttivo e non sospensivo.
2) Il perfezionamento della notifica per il mittente, e quindi il momento rilevante per valutare il rispetto dei termini, è quello in cui l’atto viene consegnato all’Ufficiale Giudiziario e non quello in cui la notifica viene consegnata al destinatario.
SENTENZA

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